Archivio | giugno, 2013

Video #1 // Giorno #0 [SPIAGGE BIANCHE]

30 Giu

Peter Liversidge “Proposals” #03

28 Giu

PROPOSTA PER SILVIA BOTTIROLI A SANTARCANGELO 12.13.14
FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL TEATRO IN PIAZZA
SANTARCANGELO DEI TEATRI, VIA ANDREA COSTA 28
47822, SANTARCANGELO DI ROMAGNA, RN, ITALIA.

Agosto 2012
Propongo di organizzare una parata di bambini con l’aiuto della Scuola Elementare. Ai bambini della scuola verrà chiesto di contribuire alla realizzazione della parata con delle proposte per definire i costumi e i carri, per la musica e l’itinerario del corteo.

Settembre 2012
Propongo che un gruppo di 12 persone si travesta come i seguenti animali e uccelli del bosco:

1. Scoiattolo
2. Tasso
3. Picchio
4. Topo
5. Orso
6. Gufo
7. Volpe
8. Coniglio
9. Pettirosso
10. Lupo
11. Ghiandaia
12. Cervo

Una volta indossato il costume, dovrebbero continuare le loro normali attività quotidiane come se non fossero travestite.

Settembre 2012
Propongo di lavorare col favore delle tenebre.

Il progetto Proposals per Santarcangelo •12 •13 •14

Traduzione a cura di Michelle Davis

A occhi aperti • Daria Deflorian

27 Giu

-erdem-gunduz

Rispondo con un sussulto, più che con un amore di lunga data. Il sussulto che ho provato e provo in questi giorni di fronte al gesto del giovane coreografo turco Erdem Günduz, che ha iniziato una protesta pacifica stando otto ore immobile in piazza Taksim. Guardo lui, guardo le persone che hanno seguito il suo gesto. Mi tiene compagnia mentre penso al nostro lavoro, al nostro operare. Non so se Erdem conosce gli scritti della filosofa Judith Butler, ma dedico a lui e a tutti noi, sempre sanamente in bilico tra gesto inutile e ruolo pubblico alcune sue righe dallo splendido saggio A chi spetta una buona vita (Nottetempo, 2013). “Se devo vivere una vita buona sarà una vita vissuta insieme agli altri, una vita che non può essere chiamata vita senza gli altri. Non perderò questo io che io sono; chiunque io sia, verrò trasformato dalle connessioni con gli altri, perché la mia dipendenza dagli altri e la mia ‘dipendibilità’ sono necessarie a vivere, e a vivere bene. La nostra comune esposizione alla precarietà non è altro che il terreno condiviso della possibile uguaglianza e dell’obbligo reciproco a produrre insieme le condizioni di una vita vivibile”.

Epistolario #4 // Cavalieri invisibili

26 Giu

LETTERA DI CINZIA DELORENZI

Da quando mi avete convocata nella Radura diversi stati d’animo mi hanno attraversata .

Leggervi per me è stato come trovare gli appunti per un nuovo ma conosciuto viaggio.
Appunti ispirati e risonanti di reliquie/comprensioni di uomini e donne, visibili ed invisibili nella società,contemporanei ed antichi, filosofi, monaci, scienziati, architetti, danzatori che da sempre, nel tempo e sulla terra, si son trovati o hanno scelto di sentire, di osservare e di testimoniare la vita in questi termini.

La vita passa e ripassa la fiaccola di mano in mano.

La fiaccola di una lezione imparata, scelta e vissuta sulla pelle tutt’ora e non solo da me, espressa attraverso scelte spesso invisibili, a volte artistiche, a volte di vita, perlopiù grazie alla disperazione, qualche volta per illuminazione e sicuramente per incontri e trasmissioni da corpo a corpo con altre persone, piante, animali, terre, acque e stelle.

La scelta di camminare, di entrare in relazione, di sentire, di divenire, di non definire è una conquista a cui si arriva ancor meglio se di tutto questo ne conosci la parte in ombra e cioè la sua negazione. Direi che a questo punto della storia ne abbiamo fatto abbondante esperienza (purtroppo forse non abbastanza) come bene esprime Leonardo e voi tutti. In questo viaggio cerchiamo le antenne per orientarle al mistero. Per tutto questo ci è voluto, ci vuole e ci vorrà il corpo.

Queste sono parole che solo pochi anni fa era difficile poter portare come proprie bandiere, in settori per esempio come la danza, la trasmissione della danza (parola comprensibile da poco tempo) ed ancor più in circuiti di visibilità artistica perché non definibili in categorie esistenti. Necessitava il tempo dell’esperienza, dello scavare, dell’arare la terra, di piantare i semi e tutto questo in direzione ostinata e contraria, invisibile, con la sensazione a volte di “piantare cocomeri in un deserto”….da parte di alcuni…..me per esempio…

L’esperienza di questi anni, mi ha portato ad apprezzare il valore di questa invisibilità ed a vederla come possibilità di realizzare spazi per la nascita ed il radicamento del nuovo che serve per la vita, considerarla come parte necessaria al manifestarsi del visibile e per nutrire la mia motivazione al contenermi dall’agire compulsivo dell’essere visibile a tutti i costi, attraverso la performance per esempio, così radicato nel settore danza e teatro per quanto contemporanei e di ricerca…ero entrata negli anni ’90 nell’era delle Pratiche e degli sconfinamenti….
Due anni fa, insieme a due colleghe che stimo molto, abbiamo realizzato, per necessità interiore, una serie d’incontri tra di noi, stilato un documento per punti ed organizzato tre conferenze pubbliche nell’ambito di festival di danza, per comunicare in una forma e riconoscere ciò che in questi anni stava avvenendo e darne testimonianza da corpo a corpo. Ci è servito molto per continuare e riprendere slancio interiore. Nessuno l’avrebbe fatto al nostro posto….volevamo scongiurare un senso d’inesistenza portato dal non essere riconducibili a qualcosa….

Questo è solo un invito a guardare ed apprezzare quanto tempo nell’invisibilità (e da quanto tempo veramente..) siete voi impegnati in questo vostro progetto per realizzare qualcosa che abbia il tempo del passo umano e non solo del dito che clicca.

A causa di questo sentire e di questo mio corpo posso dire che fin qui è stato quindi uno strano viaggio tra visibile ed invisibile. Per un bisogno di coerenza è stato necessario sacrificare per ottenere la visione (a tratti) e l’incarnazione (a volte) delle parole cercate. È stato necessario attraversare l’esperienza, assoggettarsi al tempo umano e terrestre, in solitudine ed incomprensione perfino di se stessi a volte e del sentirsi parte di cosa poi….e poi sbagliare grazie alla presunzione di aver capito…e rifare il tiro…

Solo l’altro da me, la relazione, mi ha offerto lo spavento necessario della percezione della presenza e lo specchio per riconoscermi o meno in qualcosa che appartenesse all’ordine dell’infinito (per esempio attraverso la danza sensibile).

La necessità crea la funzione nella natura e quindi nel corpo.

Quindi forza, create anche voi le forme necessarie

A volte è stato camminando per molto tempo e giorni con il mio compagno che del cammino solitario e silenzioso ne ha fatto il suo luogo di riconnessione e di salvezza ad un momento della sua vita, a volte cercando l’aperto anziché lo studio di danza, a volte privilegiando la questione relazionale piuttosto che una necessità artistica, a volte per dovere di testimonianza, in ogni caso per tutto questo ho dovuto rivedere ed allargare il concetto del mio essere danzatrice, trasmettitrice, coreografa, mettendomi in relazione all’umano ed al mistero di cui facciamo parte. A causa e per fortuna di questo mi sono persa ed ho sofferto.

Forse un giorno non mi definirò più tale, chissà….

Circa a partire dalla vostra età, ma credo da molto prima, come immagino sia per voi, cominciavo la mia ricerca per vivere, resistere e salvare la parte più vera e primordiale di me dai modelli proposti dalla società e dalla famiglia, sarà una lotta che durerà tutta la vita. Per certi versi erano tempi peggiori perché più ambigui in quanto certi valori digitali cominciavano a radicarsi e a sostituirne subdolamente altri.

così….

Ciò che mi ha permesso di assaporare ed apprezzare l’intento del vostro viaggio è stato il poter ricollocare la traccia conosciuta in un tempo nuovo che sa di futuro e questo grazie al vostro sentire: un’annaspare cercando il gesto necessario in questo vuoto, un razzolare cercando con fede i semi rimasti e l’aver percepito la fatica bella e la lotta sana per cercare le parole per esprimerLo e gli occhi per vederLo e non ultimo il farLo insieme……………………………………………………………………

(Mi è servito lo scambio epistolare tra Leonardo ed Emanuela, e poi soffermarmi sulle precisazioni d’intenti di Leo, cercando d’indovinarne la domanda per capire dal fiume generoso di parole. Vi siete quindi messi in viaggio da un’intenzione profonda ed invisibile, e non solo per concetti e definizioni.)

Onorando insieme e profondamente la vita che ci porta
in qualche modo spero sia utile il mio accompagnarvi.

Cinzia

A occhi aperti • Al doum & the Faryds

26 Giu

Space is the place…
There’s no limit
To the things that you can do
There’s no limit
To the things that you can be
Your form is free
And your life is worthwhile


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A occhi aperti • Chiara Guidi

25 Giu



Fabrizio Ottaviucci


Francesco Guerri


Giuseppe Ielasi

A occhi aperti • Roberto Magnani / Teatro delle Albe

24 Giu

BLU

http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=12700

http://www.doppiozero.com/materiali/fuori-busta/blu-bologna